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L’antropologia della borsa come diario poco segreto: cosa c’è dentro?

L'antropologia della borsa come diario poco segreto: cosa c'è dentro? Una piccola borsa rossa elegante circondata da pochissimi oggetti essenziali ordinati.

L’antropologia della borsa.

Avete presente quel momento esatto in cui siete davanti alla porta di casa, avete le mani occupate dalle borse della spesa e dovete trovare le chiavi? Ecco. In quel momento, la borsa diventa una prova di sopravvivenza o, meglio ancora, di nervi saldi.

Finisce sempre che le chiavi non si trovano,ma come da un cklindro esconoi : un fazzoletto di carta, tre monete da due centesimi che non si sa come siano uscite dal portafoglio, uno scontrino della spesa della settimana scorsa e, forse, alla fine, le chiavi.

Di solito a questo punto io non le ho ancora trovate e, disperata, appoggio le altre borse per terra insieme alla mia tote bag e inizio a rovistare alla ricerca delle benedette chiavi. In genere la scuoto per sentire il loro tintinnio e mi maledico per il disordine al suo interno.

C’è anche una terza opzione: svuoto tutto sul pavimento. Non ha importanza dove mi trovo. Capovolgo la malcapitata e una pioggia di oggetti cade a terra. E volete sapere cosa succede? La chiave non la trovo perché si è andata a infilare proprio in mezzo all’agenda o sotto il portafoglio.

La realtà è che esiste l’antropologia delle borse. Questi oggettini tanto a noi cari raccontano molto del loro proprietario e di come affronta le giornate. Diventano una specie di diario poco segreto che ci portiamo a spasso, solo che al posto dei pensieri ci sono gli scontrini e altre diavolerie.

I possessori di borse, borsette e sacchi si dividono in due categorie: i minimalisti e gli apocalittici.

Vediamo l’antropologia di queste borse.

Il Club del Minimalismo Estetico

L'antropologia della borsa come diario poco segreto: cosa c'è dentro? Una donna cammina in città con un look minimalista e una borsa a tracolla molto piccola.

La filosofia del “Meno cose ho, meno fatica faccio a trovarle“: di solito appartiene alle persone con borse minuscole. Sono i minimalisti estetici, quelli del “qui e ora” e dello slow living. Per loro non esiste ansia perché i problemi si risolvono quando si presentano. Fa niente se non ho il fazzoletto o la pastiglia per il mal di testa. Se ne avrò necessità troverò una farmacia rifornita. Nessun dramma esistenziale e spalla leggera.

Il loro motto: “Tutto si risolve”.

Cosa c’è dentro la loro borsa:

  • Lo smartphone
  • Una carta di credito infilata nella taschina interna o un piccolo portadocumenti
  • Le chiavi di casa
  • Un burrocacao o una piccola agendina

Fine della lista.

La Fazione “Pronto all’Apocalisse”

È un vero e proprio kit di sopravvivenza. Senza non si esce. Anzi, cresce l’ansia, il dramma e tutte quelle emozioni negative. Si inscena un film intitolato: “Se non porti quella cosa, te ne pentirai. Non si sa mai, potrebbe succedere di tutto”.

La borsa in questo caso è grande. Anzi, più è enorme e meglio è. Potremmo definirla la “Borsa mamma“, anche senza esserlo. È la copertina di Linus. Rassicurante.

Cosa c’è dentro:

  • Lo smartphone con custodia
  • Portafoglio ciccione (carte, card, monete, scontrini sparsi)
  • Una mini-pochette d’emergenza con medicinali essenziali (antidolorifici, antistaminici, antiacidi), cerotti per i piedi e bustine di zucchero
  • Fazzoletti di carta (diversi pacchetti, alcuni intatti e altri tutti iniziati e mai finiti)
  • Caramelle o snack spezza-fame sigillato da mesi per il “non si sa mai”
  • Il powerbank con ben due cavetti diversi
  • Libretto sanitario del cane
  • Agenda e penna (a volte un’agenda piccola e altre volte grande)
  • Shopper di tela
  • Bottiglietta d’acqua
  • Due custodie degli occhiali (sì, i cinquantenni spesso hanno quella per gli occhiali da sole e quella per gli occhiali da vista)
  • Chiavi di casa, chiavi della macchina, portachiavi enormi
  • Varie ed eventuali se hai un amico, compagno o marito che non sa dove mettere il suo portafoglio, il telefono, le sue chiavi e la sua custodia degli occhiali.

Insomma, ad elencare il contenuto si rimane quasi senza fiato. Questa tipologia di solito è la colonna portante di ogni avvenimento. La persona che “lei ha sicuramente quello che serve”. Una Mary Poppins attuale e una certezza per tutti, tranne che per la tua spalla e la tua cervicale.

Il loro motto: “Meglio averlo e non usarlo, che averne bisogno e non averlo”.


Tuttavia, a prescindere dalla filosofia o antropologia della borsa, non importa cosa c’è dentro. Sicuramente contiene un pezzetto della nostra vita e, se ci rende felici o semplicemente indifferenti, va bene così.


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Mary confidential

𝐌𝐀𝐑𝐘
Mary è la firma e la mente dietro Mary Confidential. Un diario editoriale a porte aperte in cui parla di vita e di quello che ruota attorno.

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