Vecchie foto
Riscoprirsi attraverso le vecchie foto. Mentre pensavo a cosa mettere nella valigia per il volo della prossima settimana, il pensiero è tornato all’album fotografico sfogliato ieri. Non era la prima volta che lo riguardavo, ma è stata la prima in compagnia di mio marito.
Quei ricordi erano custoditi nella casa di campagna dei miei genitori. È un luogo che ti avvolge non appena varchi la soglia, dove ogni angolo racconta una storia e l’aria profuma di tradizione lombarda: sono le note del rosmarino e del basilico.
Proprio in quell’atmosfera così familiare, ho capito che sfogliare il passato scatena sempre emozioni contrastanti: un misto di felicità e malinconia. Felicità per i momenti vissuti e malinconia perché il tempo è irreversibile e oggi senti le assenze che ieri erano presenze. Ed è stato speciale farlo insieme, perché guardare l’album con la persona che fa parte della tua vita attuale è come permettergli di entrare in un pezzo di storia che non conosceva, rendendolo partecipe di tutta la tua vita.
Quando decidi di aprire quel cassetto, è come consegnare una chiave per entrare in una parte di te rimasta finora inesplorata. Una parte che l’altro ha sentito raccontare senza viverla.
Ecco, le foto rendono tutto un po’ più concreto. Ieri, scorrevano come capitoli di un libro: da quando, appena nata nel giorno del battesimo, ero protetta tra le braccia del mio adorato papà, fino ad arrivare ai primi traguardi dell’età adulta.
Guardando quelle immagini, mio marito ha notato subito la mia coerenza nello stile e soprattutto il mio sorriso costante. Già allora emergeva quella che sarebbe diventata la mia ‘firma’: occhiali da sole, blazer (neri, colorati, con le maniche o senza) e il mio buon umore a volte nonostante tutto.
Oltre allo stile, però, c’è stato un impatto emotivo più profondo: infatti, rivedendo i miei viaggi a Roma o le gite al lago di Lecco, ho guardato tutto con occhi nuovi. Mi sono vista bella. Io, che non mi piaccio mai e sono sempre ipercritica verso me stessa, ho provato una sensazione strana.
Se siete come me, conoscete quella sensazione: detestare una foto appena scattata. Ma se quella stessa immagine la lasciate riposare nel buio di un cassetto, riguardandola a distanza di tempo, lo sguardo cambia e vi restituisce una realtà completamente diversa.
In quegli scatti ho riscoperto tratti che prima rifiutavo e che ora invece adoro. Le mie labbra, che per i canoni estetici ho sempre considerato troppo piccole, erano invece così graziose e definite. Il mio viso era dolce e, soprattutto, avevo una bellissima luce.
Oggi sono cresciuta e cambiata, pur mantenendo i miei tratti. Continuo, per motivi sconosciuti, a non piacermi il più delle volte; eppure, proprio quando i miei occhi faticano a trovarsi, ho la fortuna di avere accanto uno specchio speciale. È mio marito che, al contrario di me, ogni giorno mi ricorda quanto io sia bella, dentro e fuori. Tuttavia credo che se dobbiamo riscoprirci attraverso le vecchie foto, possiamo anche passare attraverso lo specchio di noi stessi.
Forse il segreto è proprio provare a guardarci con gli occhi che avremo tra vent’anni: con molta più gentilezza e meno pretese di perfezione.
E le foto? Sono il riassunto della nostra vita. Ci riportano alla mente i momenti belli. Guardandole, ho pensato che in quel momento, mentre sorridevo alla fotocamera, non conoscevo ancora il futuro del mio presente.
Oggi, invece, conosco sia quel passato che il futuro che oggi è il mio presente.
In quegli scatti non sapevo quali tempeste avrei dovuto affrontare, né quante lacrime o risate avrebbero attraversato il mio viso. Sicuramente, se l’avessi saputo, davanti a certi bivi avrei preso strade diverse, magari tornando anche un poco indietro.
Penso che nella valigia per il mio viaggio imminente infilerò un pezzetto di quella consapevolezza ritrovata tra quelle vecchie foto: la certezza che, anche se oggi non mi vedo perfetta, la mia ‘essenza’ è rimasta intatta e luminosa dal giorno del mio battesimo.
Scatterò nuove foto per rivederle un domani, forse con la consapevolezza di oggi.

