In questi giorni mi sento come un foglio bianco stropicciato, dimenticato sul fondo della borsa per qualche motivo inspiegabile. Avrei voluto parlarvi dell’ultima crema viso trovata in un drugstore o lasciarvi una ricetta estiva veloce, ma sono entrata ufficialmente nell’era delle mille cose da fare. Una centrifuga che, con trentasei gradi all’ombra, sa di girone infernale, con tanto di Caronte che attende sulla barca per traghettarmi sull’altra riva.
Della serie: il giorno non dovrebbe avere ventiquattro ore, ma durare fino a necessità.
Un vortice che prevede, oltre alla normale routine, anche il sistemare nei minimi dettagli la casa prima delle vacanze. Fare decluttering sentendosi Marie Kondo e pulire tutto a fondo, anche se è la normalità. E non ditemi che non lo fate anche voi, perché ho le prove. Vi vedo intenti a pulire, strofinare e, se poteste, a cambiare direttamente casa. In fondo mica vogliamo tornare e scoprire che quella piccola briciola, abbandonata nell’angolino della dispensa, è fermentata dando vita a odori odiosi. Nemmeno vogliamo aprire il sacchetto della farina e trovare farfalline vestite di bianco che ballano il lago dei cigni.
Ed è con questo spirito che, armata di spazzolone e strofinacci, mi sono chiesta perché lo facciamo. Da cosa deriva questo desiderio irrefrenabile di pulire prima di una partenza? Perché con questo dannato caldo preferiamo avere le ciocche di capelli appiccicate alla fronte, quando potremmo farci una doccia rinfrescante, truccarci e uscire per un po’ di shopping o un aperitivo? Invece no: meglio essere sadomaso e masochiste tutto assieme.
A quanto pare a tutto ciò c’è una spiegazione, anche se a prima vista sembra pura follia.
Lo shock del rientro
Ancora prima di iniziare la vacanza, pensiamo allo shock del ritorno. Vuoi mettere la bellezza di aprire la porta e trovare la casa in ordine e profumata? Peccato che, appena appoggiata la valigia, la nuova polvere depositata ci farà esclamare: maledizione! Per fortuna, ancora immersi nel relax post-vacanza, prenderemo la cosa con filosofia e con un semplice “ci penso domani”.
Anche perché, il giorno dopo il rientro, lavatrici e detersivi saranno i nostri unici alleati. Di nuovo!Allora sì che rimpiangeremo il mare o la montagna, cercando un modo per riavvolgere il nastro.

Ansia e controllo
Se pensate che per una volta l’ansia non c’entri, vi sbagliate di grosso. C’entra eccome. Spesso pulire è un modo per placare i pensieri o, comunque, per staccare dalla routine. A me, sinceramente, viene l’ansia di avere l’ansia. Diciamo che ho stretto amicizia con lei, o comunque la sopporto, se non addirittura cerco di ignorarla.
L’ansia gioca a nascondino, salta fuori senza chiedere il permesso, insinuando nella mente l’idea di dover fare quella determinata cosa fino a quando non viene fatta. In poche parole: Satana in versione signorina Rottenmeier. Continuerà a mostrare con il suo dito le imperfezioni anche là dove non esistono.
Reset e company
Chiudere la casa pulita è come un reset, un confine tra quello che è stato e quello che sarà. Per me la vacanza è come la fine di un anno e l’inizio di quello nuovo. Qualcuno di nostra conoscenza direbbe: “avanguardia pura”.

Però dai, oltre alle ragioni psicologiche, esistono motivi pratici legati all’igiene, come prevenire i cattivi odori o gestire la conservazione del cibo. Lasciare un frigorifero pieno è come accendere una miccia. Se siamo fortunati non succede nulla perché il “filo della miccia è bagnato”, ma se la fortuna non gira dalla nostra parte, una volta aperta la porta possiamo ritrovarci la casa inondata di miasmi a causa della corrente saltata dopo un temporale.
Quindi folli sì, ma previdenti è meglio. Ora scusate, ma Caronte mi aspetta e ho ancora un frigorifero da sbrinare.
Le statistiche dicono che oltre il 75% delle persone pulisce casa prima di viaggiare, preferendo passare lo spazzolino negli angoli della doccia piuttosto che godersi l’ultimo aperitivo prima della partenza.

